Rinnovo patente: quanto costa e come funziona

Alle prese con il rinnovo della patente? Ecco come fare 1

Una delle scadenze difficili da ricordare che devono affrontare tutti gli automobilisti riguarda il rinnovo patente. Spesso, infatti, ci si dimentica di rinnovare un documento fondamentale per poter circolare su strada e le conseguenze possono essere spiacevoli, ma grazie a questa guida non ci saranno più dubbi sul rinnovo della patente B.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2021, ecco come funzionano

INDICE
Rinnovo patente Covid
Rinnovo patente: le diverse tipologie
Quando costa rinnovare la patente
Rinnovo patente asl
Aci rinnovo patente
Documenti per rinnovo patente
Rinnovo patente: ogni quanti anni?
Rinnovo patente dopo 80 anni
Visita rinnovo patente, come funziona?

Con il prolungamento dello stato di emergenza Covid sono state previste nuove scadenze per il rinnovo della patente. Nello specifico le patenti di guida scadute tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2022 sono valide fino al 29 giugno 2022. 

Per quanto riguarda la circolazione negli altri Paesi membri dell’UE con patenti di guida rilasciate in Italia, l’unica proroga ancora valida riguarda i i 10 mesi a disposizione di chi ha un documento con scadenza nel periodo 1° aprile-giugno 2021. È però consigliabile informarsi prima di partire, perché i singoli Stati possono emanare disposizioni diverse.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Quella di cui abbiamo parlato sino ad ora è la patente più diffusa, la B, necessaria per condurre le autovetture, ma il rinnovo patente varia a seconda della tipologia della stessa con limiti più stringenti per quanto riguarda gli autotrasportati sottoposti a rinnovi con intervalli di tempo inferiori rispetto agli automobilisti. I possessori di patente C o D, ad esempio, dovranno effettuare il rinnovo ogni 5 anni, e non ogni 10, sino al compimento dei 65 anni di età. 

Tipo di patente
RINNOVO PATENTE A ogni 10 anni (fino ai 50 anni di età)
ogni 5 anni (tra i 50 e i 70 anni)
ogni 3 anni (dai 70 anni in poi)
RINNOVO PATENTE B ogni 10 anni (fino ai 50 anni di età)
ogni 5 anni (tra i 50 e i 70 anni)
ogni 3 anni (dai 70 anni in poi)
RINNOVO PATENTE C ogni 5 anni (fino ai 65 anni di età)
ogni 2 anni (dopo i 65 anni di età)
RINNOVO PATENTE D ogni 5 anni (fino ai 60 anni di età)
ogni anno (dopo i 60 anni di età)

Il costo per il rinnovo della patente non è eccessivo. In genere la spesa oscilla tra i 100 ed i 130 euro ed in questa somma sono compresi i costi per la visita medica, oscillanti tra 60 e 90 euro, nonché 16 euro necessari per l’applicazione della marca da bollo10,20 euro di diritti di Motorizzazione ed infine 6,8 euro di spese di spedizione della patente tramite posta assicurata. 

Il rinnovo della patente può essere effettuato presso la ASL di competenzaQui si verrà sottoposti ad una visita medica il cui scopo è quello di verificare che l’automobilista non sia affetto da malattie che possano comportare un rischio per la guida. Il medico dovrà quindi accertare la presenza dei requisiti psicofisici necessari per mettersi al volante. 

Se non si vogliono attendere i tempi necessari per sostenere la visita presso la ASL, è possibile effettuare il rinnovo patente presso l’ACI. Qui si verrà sottoposti ad una identica visita medica che avrà il compito di accertare lo stato psicofisico dell’automobilista e sarà la stessa ACI e gestire tutte le pratiche inerenti la documentazione necessaria. Il costo di questa scelta, però, è leggermente superiore al rinnovo patente effettuato autonomamente presso l’ASL. 

Prima di procedere al rinnovo patente è necessario avere presente quali documenti siano necessari prima della visita medica. Si dovranno avere con sé:

  • i bollettini inerenti i versamenti effettuati al Ministero dei Trasporti e per l’imposta di bollo
  • la patente in scadenza
  • un documento di identità in corso di validità
  • il codice fiscale
  • due foto tessere
  • le eventuali certificazioni che indichino la presenza di patologie o l’obbligo di indossare occhiali da vista.  

Se si vuole scoprire quando scade la patente è sufficiente controllare la parte frontale del documento di guida. Al punto 4a è infatti indicata la data di rilascio della patente, mentre al punto 4b è indicata la prima scadenza dello stesso. Per i soggetti fino a 50 anni di età il rinnovo deve essere effettuato ogni 10 anni, mentre per i soggetti tra 50 e 70 anni questo deve essere effettuato ogni 5. Per i guidatori con età compresa tra 70 e 80 anni il rinnovo va effettuato ogni 3 anni.

Per i guidatori over 80 il rinnovo della patente dovrà essere effettuato ad intervalli ristretti. Nello specifico ci si dovrà sottoporre a visita medica ogni due anni così da verificare il mantenimento delle capacità psicofisiche fondamentali per mettersi alla guida in sicurezza. 

Una volta che si è ottenuto dal proprio medico di famiglia il certificato anamnestico dove vengono indicate le eventuali patologie, il medico della ASL sottoporrà il paziente alla visita oculistica e a quella dell’udito. Il candidato dovrà dimostrare di possedere un’acutezza visiva per i due occhi di almeno sette decimi con almeno due decimi per l’occhio più debole e di percepire il senso di una conversazione a non meno di due metri. Vengono anche effettuati controlli sui valori della pressione del sangue e sul battito cardiaco nonché domande di carattere psicologico. Se la visita dà esito positivo verrà rilascia immediatamente il certificato che attesta il possesso dei requisiti psicofisici minimi richiesti per il conseguimento della patente di guida. 

Cose da sapere

Quanto costa il rinnovo della patente?

Il costo totale per il rinnovo della patente si aggira tra i € 100 e i € 130. I costi fissi sono: € 16 per la marca da bollo, € 10,20 per i diritti della Motorizzazione e € 6,8 per la spedizione della patente. A questi va aggiunto il costo della visita medica tra i € 60 e i € 90.

Dove si rinnova la patente scaduta?

La visita per il rinnovo patente può essere effettuata presso una ASL, presso la Motorizzazione Civile o presso un’autoscuola.

Ogni quanti anni si deve rinnovare la patente?

La nostra legislazione prevede un rinnovo della patente di guida ogni 10 anni fino al raggiungimento dei 50 anni di età, mentre per chi ha un’età compresa tra i 50 e i 70 anni, il rinnovo va effettuato ogni 5 anni.

COVID-19: sono previste proroghe per le patenti scadute?

Con il prolungamento dello stato di emergenza Covid sono state previste nuove scadenze per il rinnovo della patente. Le patenti di guida scadute tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2021 sono valide fino al 31 marzo 2022, quelle scaduta tra l’1 giugno 2021 ed il 30 giugno 2021 sono valide fino a 10 mesi dopo la scadenza normale, quelle con scadenza tra l’1 luglio 2021 ed il 31 dicembre 2021 sono valide fino al 31 marzo 2022. 

Bollo auto 2022: tutto quello che c’è da sapere

bollo-auto-2019

Una delle tasse meno amate dagli automobilisti, ma che deve essere regolarmente versata ogni anno a prescindere dallutilizzo effettivo della vettura, è il bollo auto. Scopriamo quali sono le novità previste per il 2022. 

LEGGI ORA: Incentivi auto 2022, le novità nella Legge di Bilancio

BOLLO AUTO 2021: SCARICA LA GUIDA

INDICE
Bollo auto 2022: le novità
Proroga bollo auto per Covid
Pagamento bollo auto 2022
Come pagare il bollo auto
Aci pagamento bollo
PagoPA bollo auto
Pagamento bollo auto online
Bollo auto e cashback
Quando scade il bollo auto 2022
Esenzione bollo auto?
Bollo auto non pagato: le conseguenze
Abolizione bollo auto

Anche quest’anno tutti gli automobilisti si troveranno a dover pagare il bollo auto. Negli scorsi mesi erano circolate indiscrezioni relative ad una possibile abolizione di questa tassa, ma dal governo centrale non è arrivato alcun orientamento in tal senso. Inoltre è stato respinto anche un emendamento con il quale veniva chiesta l’abolizione del superbollo, un balzello aggiuntivo che deve essere corrisposto dai proprietari di vetture con potenze superiori ai 185 Kw. L’unica novità riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali per il bollo auto non pagato relativo al periodo 2000 – 2010 con importi non superiori ai 5.000 euro. Già dallo scorso mese di novembre questi debiti sono stati cancellati automaticamente. 

BOLLO AUTO REGIONE PER REGIONE:

Complice le difficoltà economiche derivanti dalla pandemia da COVID-19 negli scorsi anni i vari governi hanno adottato misure a tutela degli automobilisti. Con specifico riferimento al bollo auto i vari decreti emanati avevano disposto il rinvio del pagamento del bollo auto, mentre alcune regioni avevano addirittura previsto misure specifiche come il rimborso dell’importo per taxi, NCC ed autobus turistici dato il periodo di lockdown e l’impossibilità di circolare liberamente sul territorio.

Tutti i proprietari di un veicolo non soggetti ad esenzione  devono pagare il bollo auto. Questo tributo è di competenza regionale e non nazionale ed il pagamento segue regole diverse a seconda che si tratti del primo versamento o di un rinnovo, poiché in questo secondo caso la corresponsione dell’importo è prevista secondo un calendario prestabilito e può essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. 

Sono numerose le possibilità offerte per pagare il bollo auto 2022. Si potrà infatti effettuare questa operazione comodamente da casa tramite i servizi di home banking, oppure recarsi in tabaccheria o ancora presso uno sportello ACI. Vediamo le modalità più comuni di pagamento. 

Ecco tutte le modalità per pagare il bollo auto 2022, sia online che fisicamente:

  • Home Banking (online)
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • Presso le Agenzie di pratiche auto, tramite il sistema PagoPa

Per effettuare la verifica del pagamento bollo auto degli anni precedenti, si possono percorrere due vie. La prima è quella di collegarsi al sito internet dell’Agenzia delle Entrate, mentre la seconda è quella di accedere al portale dell’ACI.

Per fare il calcolo del bollo auto in anticipo si deve prendere come riferimento non solo la potenza del veicolo espressa in kilowatt, ma anche la classe ambientale di appartenenza. Per conoscere la potenza in Kw e la classe ambientale della propria vettura sarà sufficiente consultare il libretto di circolazione. Alla voce P.2 è espressa la potenza in Kilowatt, mentre alla voce V.9 è indicata la classe ambientale.

Se si è poco pratici con la tecnologia ci si potrà recare presso uno degli sportelli ACI presenti sul territorio e, una volta forniti i dati relativi al veicolo di proprietà, effettuare il pagamento del bollo auto richiesto ed anche degli eventuali arretrati non saldati. 

Con la nuova normativa è possibilepagare il bollo auto attraverso il sistema PagoPa. Questo ha l’obiettivo di rendere le modalità di pagamento più semplici e veloci e di fare in modo di diminuire drasticamente gli evasori che non pagano. 

Metodo decisamente più comodo per il pagamento del bollo auto è quello online. In questo caso si potrà effettuare questa operazione direttamente da casa collegandosi al sito bollo.aci.it purché si sia in possesso di SPID o CIE. In alternativa  è possibile pagare il bollo auto utilizzando il proprio home banking. 

È possibile ottenere un piccolo sconto sul pagamento del bollo auto, pari al 10%, utilizzando il cashback di stato. Fino al 30 giugno 2022, infatti, effettuando il versamento dell’importo tramite carte di credito, debito, bancomat o con specifiche app presso punti vendita come Sisal o Lottomatica e tramite gli sportelli postali o agenzie ACI, sarà possibile ottenere uno sconto massimo pari a 15 euro per importi non superiori a 150 euro. 

Non esistono termini univoci per la scadenza del bollo auto 2022. I proprietari di un veicolo dovranno pagare questo tributo a partire dal primo al 31 gennaio 2022 se questo scade il 31 dicembre del mese precedente, mentre il pagamento dovrà essere effettuato dal primo al 28 febbraio 2022 se il termine ultimo è fissato al 31 gennaio del mese precedente ed ancora il termine per il pagamento decorrerà dal primo al 31 marzo 2022 se la scadenza è il 28 febbraio precedente e così via. Gli automobilisti lombardi e piemontesi, invece, dovranno effettuare il  pagamento del bollo auto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. 

Ecco uno specchietto riepilogativo delle scadenze bollo auto 2022:

  • bollo scaduto a dicembre 2021: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2022;
  • bollo scaduto a gennaio 2022: pagamento dall’1 al 28 febbraio 2022;
  • bollo scaduto ad aprile 2022: pagamento dall’1 maggio al 31 maggio 2022;
  • bollo scaduto a maggio 2022: pagamento dall’1 giugno al 30 giugno 2022;
  • bollo scaduto a luglio 2022: pagamento dall’1 agosto all’1 settembre 2022;
  • bollo scaduto a agosto 2022: pagamento dall’1 al 30 settembre 2022;
  • bollo scaduto a settembre 2022: pagamento dall’1 al 31 ottobre 2022;
  • bollo scaduto a dicembre 2022: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2023.

Primo bollo per auto appena immatricolata? LEGGI ORA: Primo bollo auto

In alcuni casi è possibile essere esentati dal pagamento del bollo auto. Chi usufruisce della Legge 104, ed ha acquistato un veicolo nuovo con le agevolazioni previste, non sarà soggetto al pagamento del bollo. Analogamente chi acquista una vettura elettrica potrà godere di una esenzione per i primi 5 anni, mentre le auto storiche con almeno 30 anni non saranno soggette al pagamento del bollo auto. 

In caso di mancato pagamento del bollo auto si rischia di pagare somme importanti sino ad arrivare al fermo amministrativo del veicolo. La procedura prevede l’invio all’automobilista moroso di una cartella esattoriale con l’importo richiesto maggiorato di sanzioni ed interessi. In caso si ignori anche questa richiesta verrà applicato il fermo amministrativo con tutte le problematiche pratiche che questo comporta sino ad arrivare alla cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del Pubblico registro automobilistico nella Regione di appartenenza. 

In tanti ci hanno sperato, e negli scorsi mesi la voce ha iniziato a circolare con insistenza, ma l’abolizione del bollo auto sembra oggettivamente irrealizzabile. Il tributo è regionale e nessuna amministrazione ha interesse a veder diminuite le proprie entrate, specie in un periodo di crisi come quella attuale provocata dall’ondata pandemica. Si era anche parlato dall’abolizione del superbollo, che mira a penalizzare il mercato delle vetture di fascia alta, ma anche in questo caso il governo nazionale non ha voluto procedere ad eliminare un balzello oggettivamente odioso e penalizzate per questo settore di mercato. 

Cose da sapere

Che cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è la tassa legata al possesso di un’autovettura regolarmente iscritta al Pubblico Registro Automobilistico che deve essere corrisposta ogni anno, a prescindere dall’utilizzo o meno del proprio veicolo.

Quando pagare il bollo auto 2022?

Ad eccezione della Lombardia e del Piemonte, gli automobilisti devono provvedere al pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.

Dove si può pagare il bollo auto?

Sono ormai numerose le soluzioni possibile per pagare il bollo auto, le più comode sono: l’Home Banking della propria banca, i punti vendita Sisal e Lottomatica, l’app IO, Satispay e il sito PagoPA.

Come pagare il bollo auto?

Il bollo auto si può pagare sia online presso l’Home Banking della propria banca o sul sito dell’ACI che fisicamente presso gli Uffici Postali o in uno dei punti vendita Sisal o Lottomatica.

Come verificare il pagamento del bollo auto?

Per verificare il pagamento del bollo auto ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate o accedere al portale ACI. Leggi l’approfondimento qui.

Macchine per neopatentati: quali sono le migliori sul mercato?

Neopatentati: tutte le regole su limiti, multe e punti patente

Chi ha conseguito da poco la patente deve rispettare alcune limitazioni per i primi anni per potersi mettere alla guida. Le migliori auto per neopatentati rispettano le prescrizioni previste dal Codice della Strada e molti costruttori propongono modelli con potenze specifiche. In commercio esiste una importante scelta di auto per neopatentati. Vediamo i modelli migliori del 2021/2022.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2021, ecco come funzionano

INDICE
Macchine possono guidare i neopatentati: caratteristiche e limitazioni
Il rapporto peso potenza neopatentati
Auto per neopatentati: la lista completa
Neopatentati: kw e cavalli
Lista auto neopatentati
Macchine neopatentati: le novità in arrivo nel 2022
 Auto per neopatentati 2021: i modelli più venduti
Macchine per neopatentati economiche
Auto per neopatentati sportive
Suv neopatentati
Auto elettriche neopatentati
Macchine per neopatentati piccole

Per sapere quali auto possono guidare i neopatentati è sufficiente sfogliare il Codice della Strada e leggere l’articolo 117. Qui vengono menzionate le limitazioni alla guida cui devono sottostare i neopatentati sia nella circolazione su strada che nel tipo di vetture che si possono utilizzare. 

Chi consegue la patente B, per il primo anno dal rilascio, potrà guidare soltanto auto con un rapporto peso potenza di 55 kW/t, mentre nel caso di veicoli adibiti al trasporto di persone con un massimo di 8 posti oltre al sedile del conducente, si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW/t. 

Il Codice della Strada prevede quindi un limite di 55 kW per tonnellata, valore ottenuto dalla relazione tra il peso del veicolo e la potenza del motore. Questo limite per i neopatentati, quindi, non è quindi strettamente legato alla cilindrata del motore ed in alternativa è possibile guidare auto con una potenza massima di 70 kW o 95 cavalli. 

Praticamente tutti i costruttori presentano nei rispettivi listini auto per neopatentati con potenze specifiche in grado di soddisfare i requisiti previsti dal Codice della Strada. Vediamo i modelli più interessanti: 

Lista auto neopatentati Alimentazione Nuova (da) Usata (da)
BMW 114d D 26.850  € 21.500 €
Citroen C1 B 13.350  9.000 €
Citroen C3 B 15.535 12.900 €
Nuovo Berlingo D 19.900 € 15.600 €
Dacia Sandero B-D 9.550 6.300 €
Dacia Sandero Stepway B 12.450 8.450 €
Dacia Duster D 12.650  10.300 €
Fiat 500 B-BG 15.350 5.200 €
Fiat Panda B-BG-BM 13.400 2.900 €
Fiat Punto B-BG-BM X 1.500 €
Fiat Tipo B-D 16.600 2.000 €
Fiat 500L B-D 19.900 € 8.300 €
Fiat 500X D 21.200 7.000 €
Fiat Doblò D 19.400 € 9.000 €
Ford Ecosport D 22.500 € 12.000 €
Ford Fiesta B-BG-D 16.780 € 5.500 €
Ford Focus D 23.800 € 13.250 €
Hyundai i10 B-BG 12.550 € 4.000 €
Hyundai i20 B-BG 16.550 3.900 €
Kia Picanto B-BG 11.775 € 4.000 €
Kia Rio BG 17.775 € 8.600 €
Kia Stonic B 16.175  € 10.500 €
Kia Ceed BG 24.225 € 17.300 €
Lancia Ypsilon B-BG-BM 18.450 5.000 €
Mahindra KUV100 B 12.430 € 2.500 €
Mazda 2 B 18.300 € 9.000 €
Mercedes Classe A D 26.930 21.350 €
Mercedes Classe A Sedan D 29.130 22.450 €
Mini Cooper ONE B 20.900 € 9.500 €
Mitsubishi Space Star BG 12.940 € 5.700 €
Nissan Micra B 15.850 € 10.400 €
Opel Corsa B 15.330 6.250 €
Opel Crossland X B 20.430 9.750 €
Peugeot 108 B 13.580 6.750 €
Peugeot 208 B 15.570 € 6.000 €
Peugeot Rifter D 21.670 € 5.900 €
Renault Mégane D 25.870 € 7.500 €
Renault Clio B-D 15.700 € 6.000 €
Renault Captur B-D 20.680  9.760 €
Renault Twingo B 14.000 € 9.000 €
Renault Nuova ZOE E 33.700 € 18.750 €
Seat Mii Electric E 23.250 € 16.760 €
Seat Ibiza B-BM 16.350 12.300 €
Seat Arona BM-D 18.300 € 15.000 €
Skoda Fabia B 16.100 € 5.000 €
Smart  EQ Fortwo E 25.210 € 19.500 €
Smart EQ Forfour E 25.800 € 20.200 €
Toyota Aygo B 14.650 € 9.500 €
Toyota Yaris Hybrid IB 22.150 € X
Toyota Yaris B 17.400 € 9.200 €
Volkswagen T-Cross B 20.350 13.850 €
Volkswagen Polo B-BM-D 17.900 9.000 €
Volkswagen Up! B-BM 14.450 € 5.500 €

Per il 2022 sono previste alcune interessanti novità sul mercato che potranno fare gola anche ai neopatentati. Vediamo i modelli più stuzzicanti. 

  • Alfa Romeo Tonale 
  • Peugeot 308 
  • Toyota Aygo X 
  • Ford Focus 

Alfa Romeo Tonale: l’attesissima SUV compatta del Biscione si sta facendo aspettare ma il suo arrivo sul mercato avverrà il prossimo anno. Nell’attesa alcune ricostruzioni grafiche anticipano il suo aspetto che si dovrebbe distanziare molto da quello della attuale Stelvio. Attesi anche interessanti motori ibridi. 

Peugeot 308: la vettura di segmento C della Casa del Leone è stata completamente stravolta nel look esterno ed adesso è più aggressiva ed in linea con il family feeling del costruttore. Inalterato, invece, l’abitacolo dove spicca sempre il controverso i-Cockpit. 

Toyota Aygo X: la citycar della Casa giapponese si è da poco presentata nella sua ultima generazione ed adotta un look convincente con carrozzeria da crossver urbano. Sotto il cofano è presente il motore 1.0 da 72 CV. 

Ford Focus: la berlina dell’Ovale Blu è stata da poco presentata nel restyling di metà carriera ed ha colpire è stata la reinterpretazione del frontale adesso addolcito nelle linee e la tecnologia presente in abitacolo tale da rendere la Focus iperconnessa. 

Vediamo quali sono i modelli di auto per neopatentati più venduti nel 2021 sul nostro territorio: 

Auto per neopatentati Prezzo nuovo (da) Prezzo usato (da)
Fiat Panda 13.400 € 4.200 €
Fiat 500 15.350 € 8.100 €
Lancia Ypsilon 13.900 € 8.200 €
Renault Clio 15.700 € 6.900 €
Citroën C3 15.535 € 8.800 €
Ford Fiesta  17.280 € 10.400 €
Dacia Sandero 9.050 € 7.900 €
Volkswagen Polo 17.958 € 9.500 €
Fiat 500L 19.900 € 11.950 €
Renault Captur 120.687 € 12.280 €

Fiat Panda: la terza generazione della citycar italiana continua ad essere l’auto preferita dai neopatentati grazie ai suoi costi di gestione contenuti. La nuova motorizzazione mild-hybrid la rende ancora più parca nei consumi. 

Fiat 500lo stile vintage della citycar Fiat continua a far colpo anche dopo anni. Le possibilità di personalizzazione sono praticamente infinite ed il motore 1.0 mild hybrid è adeguato per le esigenze dei neopatentati.

Lancia Ypsilon: utilitaria chic che non accusa affatto il peso degli anni, la Ypsilon è una delle vetture preferite dal pubblico femminile grazie ad uno stile senza tempo e rifiniture degli interni degne di un’auto di categoria superiore. 

Renault Clio: l’ultima generazione dell’utilitaria francese ha mantenuto inalterato il fascino del design della precedente serie, ma è stata notevolmente migliorata negli interni dove adesso si nota una cura ancora più maniacale per le rifiniture. Vista e tatto ringraziano. 

Citroen C3: Ormai presente sul mercato da diversi anni, la C3 continua ad attirare un pubblico sempre più numeroso grazie ad uno stile senza tempo. Il restyling cui è stata sottoposta di recente ha portato in dote un nuovo frontale rinfrescato nei gruppi ottici. 

Ford Fiesta: votata all’unanimità dalle riviste di settore come l’utilitaria più divertente sul mercato, la Ford Fiesta coniuga un telaio di grande livello ad una cura degli interni degna di una segmento C. Da poco è stato svelato il restyling che ha però fatto perdere incisività al frontale. 

Dacia Sandero: l’ultima generazione della berlina rumena si è svelata con un design davvero convincente che ha fatto colpo e conquistato molti acquirenti. Anche gli interni hanno visto un deciso passo in avanti seppur i materiali restino di qualità modesta.

Volkswagen Polo: nome storico per la Casa tedesca, la Polo negli anni è cresciuta in dimensioni e contenuti ed adesso può essere considerata una valida alternativa alla sorella maggiore Golf della quale ha anche molti tratti distintivi del design. 

Fiat 500 L: unica monovolume presente in questa top 10 la Fiat 500 L riesce a soddisfare le esigenze di chi è alla ricerca di spazio ma non vuole cedere alla moda dei SUV. Il suo stile richiama i tratti vintage della più piccola citycar ed è ancora molto apprezzato dal mercato. 

Renault Captur: basata sulla medesima meccanica della Clio, la Renault Captur si distingue per un look da SUV compatto che ha fatto immediatamente breccia tra i neopatentati. La rivisitazione degli interni, arrivata con l’ultima generazione, ha dato quello sprint in più ad una vettura divenuta best seller per la Casa. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Coniugare l’esigenza di avere una vettura che rispetti le specifiche previste dal Codice della Strada a quelle del proprio portafoglio può essere spesso complicato. Scrutando gli annunci del mercato dell’usato, però, si scoprono auto per neopatentati molto interessanti. 

Auto per neopatentati economiche Prezzo
Renault Modus da 1.950
Fiat 600 da 1.200
Fiat Punto da 3.200 €
Lancia Musa da 3.500

Renault Modus: nei primi anni 2000, quando la moda dei SUV doveva ancora dilagare, erano le piccole monovolume a farla da padrone e la Renault Modus è una delle migliori esponenti di quel periodo. Il motore benzina da 74 CV è ideale per i neopatentati. 

Fiat 600: essenziale e spartana la Fiat 600 si rivela una vettura adeguata per le esigenze di un neopatentato che deve sfruttare l’auto in città. Il motore benzina da 60 CV è adeguato al peso modesto della macchina. 

Fiat Punto: segmento B per eccellenza, ormai fuori produzione, la Punto è l’auto per neopatentati da scegliere se si vuole avere un mezzo dai costi di gestione contenuti ideale anche per le gite fuori porta. Il multijet da 95 CV offre consumi contenuti e prestazioni brillanti. 

Lancia Musa: lo stile ricercato ed elegante ancora fa girare le teste. La piccola monovolume di Casa Lancia ospita comodamente 5 passeggeri coccolandoli in un abitacolo raffinato e ben rifinito. Il 1.3 diesel da 90 CV sorprende per brillantezza e per i bassissimi consumi. 

Con soli 95 CV sotto il cofano ci si può divertire? La risposta è sì, specie se il peso dell’auto è contenuto. Vediamo le auto per neopatentati sportive più interessanti: 

  • Audi A1 
  • BMW 114d 
  • Classe A160 D 
  • Alfa Romeo Mito 

Audi A1: piccola, scattante e dotata di un design che richiama i concetti sposati da molti modelli della gamma, l’Audi A1 è una delle migliori auto sportive per neopatentati grazie al motore da 1.0 litro di cilindrata che regala un buon brio al volante. Si parte da 21.900 euro. 

BMW 114d: l’ultima generazione della BMW Serie 1 ha abbandonato la trazione posteriore a favore di quella anteriore creando malumore tra i fan della Casa. Ciò non toglie che il DNA sportivo dell’auto sia rimasto pressoché intatto anche con il motore diesel da 95 CV. I prezzi partono da 26.850 euro. 

Classe A 160 D: la Mercedes Classe A rappresenta la versione entry level della Casa di Stoccarda e nonostante un abitacolo impeccabile, come da tradizione, offre un bel divertimento alla guida grazie al motore diesel molto scattante. I prezzi partono da 30.000 euro. 

Alfa Romeo Mito: per chi ha ristrettezze di budget può essere una valida alternativa guardare al mercato dell’usato e puntare sull’Alfa Romeo Mito. Il 1.3 Multijet da 90 CV esalta le doti telaistiche ed i prezzi si aggirano sugli 8.000 euro per modelli tenuti in modo impeccabile. 

 Il mondo dei SUV ha ormai spalancato le porte ai neopatentati ed i modelli presenti in commercio in grado di soddisfare le richieste di questa fetta di mercato sono sempre più numerosi. 

  • Fiat 500X
  • Ford Puma
  • Kia Stonic
  • Skoda Kamiq 

Fiat 500X: unire il look vintage della 500 ad un corpo da SUV si è rivelata una formula vincente. La Fiat500X continua ancora oggi ad essere una delle vetture preferite dai neopatentati e grazie al 1.3 diesel multijet da 95 CV si può godere di costi di gestione davvero contenuti. 

Ford Pumala Casa dell’Ovale Blu ha colpito nel segno con la Puma. Il nome richiama una gloriosa coupè di fine anni 90, ma le forme sono chiaramente da SUV urbano. L’ottimo 1.0 Ecoboost da 95 CV si rivela perfetto per i neopatentati e molto equilibrato. 

Kia Stonic: grazie ad uno stile molto ricercato, a metà tra SUV e station wagon, la Kia Stonic si rivela una scelta azzeccata per chi vuole andare controcorrente e non uniformarsi alla massa. Il 1.2 è il motore da scegliere per i neopatentati. 

Skoda Kamiq: linee rigorose, come da tradizione per la Casa ceca, e tanto spazio a bordo. Sono queste le peculiarità della Kamiq, il SUV marchiato Skoda che nella motorizzazione 1.0 G-Tec a metano si rivela una ottima alternativa anche per i neopatentati. 

L’orientamento preso dai costruttori ormai è netto: l’elettrificazione è la strada del futuro ed in commercio sono presenti molte auto elettriche adatte ai neopatentati. 

  • Peugeot e-208 
  • DS3 Crossback E-Tense 
  • Hyundai Kona Electric 
  • Opel Mokka E 

Peugeot e-208: l’utilitaria del Leone si caratterizza per uno stile convincente ed un abitacolo dove domina l’iCockpit, ma è sotto il cofano che si nasconde la vera e propria novità grazie ad un motore elettrico in grado di garantire una autonomia di 340 Km. 

DS 3 Crossback E-Tense: ricercata, raffinata, unica. Sono questi gli aggettivi che descrivono al meglio la crossover transalpina. Lo stile è molto particolare, e può dividere le opinioni, mentre il motore elettrico offre 320 Km di autonomia. 

Hyundai Kona Electric: SUV dalle linee audaci, la Kona Electric è la declinazione in chiave a zero emissioni della vettura coreana. Di sicuro non passa inosservata per strada nonostante l’assenza di rumore del motore da 136 CV. 

Opel Mokka E: ultima arrivata nei listini della Casa tedesca è stata rinnovata completamente nello stile, adesso affilato e decisamente contemporaneo. L’autonomia dichiarata dal costruttore è di 320 Km.  

Se i SUV non fanno per voi è possibile guardare al mercato dell’usato e trovare macchine piccole con potenze specifiche adatte ai neopatentati. 

Auto piccole per neopatentati Prezzo
Volswagen Up! 14.450€
Kia Picanto 11.775
Citroen C1 13.350
Toyota Yaris 17.400

Volkswagen Up!: linee essenziali e pulite, sia negli esterni che negli interni, caratterizzano la citycar della Casa tedesca che ancora oggi continua ad essere molto apprezzata, specie dai neopatentati grazie al motore 1.0 benzina da 65 CV. 

Kia Picanto: la Casa coreana ha deciso di scendere in campo in un settore particolarmente complesso come quello delle citycar ed ha riscontrato un buon successo grazie ad una vettura dalle dimensioni compatte e dai costi di gestione contenuti. Il motore 1.0 da 67 CV è perfetto per i neopatentati. 

Citroen C1: nata in collaborazione con Toyota e Peugeot, la citycar della Casa transalpina si distingue dalle sorelle per uno stile molto ricercato e personale. Sotto il cofano batte un 1.0 benzina da 72 CV decisamente brioso. 

Toyota Yaris: l’ultima generazione del piccolo genio è riuscita subito ad ottenere un ottimo successo di mercato grazie ad un design aggressivo e dimensioni contenute che non sforano i canonici 4 metri. Il 1.0 benzina da 72 CV rappresenta un buon compromesso per un neopatentato. 

Cose da sapere

Quali auto possono guidare i neopatentati?

Le auto per neopatentati non possono avere un rapporto tra il peso e la potenza superiore a 55 kW per tonnellata. In nessun caso, inoltre, la potenza dell’auto guidata può superare i 70 kW-95 CV.

Quali sono i limiti per neopatentati?

Oltre ai limiti di potenza di 95 CV, chi ha preso la patente da meno di tre anni, inoltre, deve rispettare una differente tabella di limiti di velocità. In particolare, sulle principali arterie statali ed extraurbane, non è possibile superare i 90 km/h, mentre in autostrada il limite massimo è fissato a 100 km/h.

Quali sono le migliori auto per neopatentati?

Le 5 auto per neopatentati più vendute in Italia sono: Fiat Panda (€13.400), la Fiat 500 ( € 15.350), la Lancia Ypsilon (€13.900), la Renault Clio (€ 16.400 ) e la Citroen C3 (€15.535).

Quali SUV possono guidare i neopatentati?

I neopatentati possono guidare molti SUV, specialmente quelli compatti, tra cui: Fiat 500X, Ford Puma, Kia Stonic e Skoda Kamiql.

Qual è l’auto nuova per neopatentati più economica?

L’auto più economica per neopatentati è la Dacia Sandero  con un prezzo di listino di 9.900 €. Al secondo posto troviamo la Kia Picanto a 11.775 € mentre sull’ultimo gradino del podio c’è la Mahindra KUV100  a 12.430 €.

Controllo trazione: cos’è e come funziona l’asr auto

Cos’è il controllo di trazione e perché è utile sulla neve

Il controllo della trazione (in inglese ASR o TCS) è un dispositivo ormai ampiamente affermato sulle auto moderne, rivelandosi anche uno tra i dispositivi più importanti sia per il suo impatto sulla guida, sia per la sua influenza sulla sicurezza di guidatore e passeggeri.  Scopriamo cos’è e perché è così apprezzato dagli automobilisti. 

INDICE
Asr auto: significato
Cos’è il controllo trazione e a cosa serve
Controllo automatico di trazione: come funziona e come guidare
Trazione posteriore e pioggia:come comportarsi
Cosa fare in caso di controllo di trazione spento?
Differenza tra esp e controllo della trazione
Spia controllo trazione: cosa vuol dire quando si accendei

Molte definizioni ma un’unica funzione, quella di controllare lo slittamento della vettura. Il controllo di trazione è ormai presente su tutte le vetture moderne, ma spesso viene ignorata la sua presenza perché indicata con la sigla ASR, acronimo di Anti-Slip Regulation o Anti-Spin Regulation 

Nonostante le definizioni siano molteplici il controllo di trazione ha una funzione sola: evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. Il controllo di trazione riesce in tutto ciò grazie a specifici sensori che rilevano lo slittamento. A questi si associa un sistema di gestione della potenza del motore che viene tagliata e trasferita sulla ruota con maggiore aderenza.  

Come bisogna guidare quando si attiva il controllo di trazione? Questa è una domanda che ci si pone spesso e il più delle volte la risposta lascia basiti. In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. Bisogna però sottolineare come i sistemi più moderni siano in grado di riconoscere il fondo e di adeguare il livello di potenza da ripartire alle ruote motrici così da rendere inutile la disattivazione del controllo di trazione. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Qualora si sia alla guida di una vettura dotata di trazione posteriore sarà sempre fondamentale tenere attivato il controllo di trazione in caso di pioggia. Questa tipologia di auto, infatti, se da un lato rappresentano l’eccellenza in ambito sportivo, dall’altro sono maggiormente difficili da controllare in caso di perdita di aderenza e soltanto piloti esperti possono essere in grado di recuperare da situazioni complicate. 

Se il controllo di trazione è stato volontariamente disattivato, o se non è disponibile per un malfunzionamento della centralina, è sempre opportuno guidare con estrema cautela in caso di condizioni di aderenza precaria. Dosate con cura la potenza sull’acceleratore ed evitate movimenti bruschi col volante così da avere sempre il controllo totale del mezzo. 

Quando si parla di controllo di trazione non si deve fare confusione con l’ESP. Con questa sigla, infatti, si identifica il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Per sapere se il controllo di trazione sta effettivamente lavorando è utile fare attenzione alle spie presenti sul cruscotto. Se si accende la spia dedicata, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Cose da sapere

Cos’è e come funziona il controllo di trazione

Il controllo di trazione serve ad evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. 

Come guidare con il controllo di trazione

In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. 

Qual è la differenza tra ESP e controllo di trazione?

L’ESP è  il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Cosa vuol dire quando si accende la spia del controllo di trazione?

Se si accende la spia dedicata al controllo di trazione, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Nuovo Codice della Strada: ecco tutte le novità da sapere

Nuovo codice della strada 2021

Mettersi al volante della propria vettura comporta il rispetto di una serie di regole dettate dal Codice della Strada utili per salvaguardare la propria e l’altrui incolumità.

Sono state recentemente introdotte una serie di novità per il Codice della Strada 2021Il legislatore ha deciso di inasprire le sanzioni nei confronti di quei comportamenti pericolosi diventati abitudinari per molti automobilisti. Scopriamo tutte le ultime novità. 

INDICE
Codice della Strada 2021
La precedenza ai pedoni
Il cellulare alla guida
Le novità sui monopattini/a>
Il foglio rosa
Parcheggi disabili e auto elettriche
Riforma codice della strada: le altre novità
Quando entra in vigore il nuovo Codice della strada?

Lo scorso 10 novembre è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada e sono state molte le novità introdotte dal legislatore: 

  • Multa per guida col telefono 
  • Posteggio disabili 
  • Strisce pedonali 
  • Bonus patente 
  • Telecamere nei passaggi a livello 
  • Divieto di gettare rifiuti dall’auto 
  • Guida col monopattino 
  • Foglio rosa

Vediamo le principali novità introdotte.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Il legislatore, nel predisporre le nuove norme del Codice della Strada, ha prestato particolare attenzione ai pedoni, tra i soggetti vulnerabili più esposti ai rischi su strada. Nello specifico è stato disposto che in prossimità delle strisce pedonali gli automobilisti dovranno dare la precedenza non solo ai pedoni che stiano attraversando, ma anche a quelli che risultino in procinto di farlo. 

L’attenzione nei confronti dei pedoni era stata importante anche nelle modifiche al Codice della Strada introdotte a gennaio 2021, nel quale si  predisponeva che gli attraversamenti pedonali possano essere rialzati a filo del marciapiede e lo stesso attraversamento potrà anche essere tinteggiato così da aumentarne la visibilità.

Una delle peggiori abitudini degli automobilisti è quella di utilizzare il telefono mentre si guida, sia per chiamare che per inviare messaggi. Il nuovo Codice della Strada ha esteso il divieto di utilizzo non solo agli smartphone, ma anche a computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante.  

Nel Codice della Strada 2021 è stata poi regolamentata anche la circolazione dei monopattini. Nello specifico sarà obbligatorio l’utilizzo delle frecce e l’assicurazione per i monopattini a noleggio, e la velocità massima prevista per questi mezzi scenderà da 25 a 20 km/h. Non è stato invece previsto l’obbligo di utilizzo del casco. 

“sta-anchor”>

Novità anche per quel che riguarda il Foglio Rosa. La validità del documento è stata estesa da 6 a 12 mesi, mentre l’esame per il conseguimento della patente B potrà essere ripetuto tre volte. Chi si esercita alla guida senza istruttore rischia sanzioni da un minimo di 430 euro a un massimo di 1.731 euro, nonché il fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi. I neopatentati potranno inoltre guidare un mezzo fino a 95 Cv di potenza a condizione che sia presente persona di età non superiore a 65 anni con una patente conseguita da almeno 10 anni. 

[“sta-anchor”>

Sanzioni inasprite nel nuovo Codice della Strada per chi occupa i posteggi riservati ai disabili senza averne diritto. Le sanzioni vanno da 168 a 672 euro e i punti decurtati saranno 6. Regolamentata anche la sosta delle auto elettriche nelle stalli con colonnine di ricarica. In questo caso si potrà occupare il posteggio soltanto per il periodo necessario per ricaricare le batterie. Trascorsa un’ora scatta il divieto di sosta. Esclusa da questo divieto la fascia oraria tra le 23 e le 7 del mattino. 

“sta-anchor”>

Tra le altre novità previste dal Codice della Strada è stato inserito il bonus patente, riservato agli under 35 e ai soggetti che percepiscano il reddito di cittadinanza o ammortizzatori sociali che vogliano prendere la patente e/o l’abilitazione CQC e lavorare come autotrasportatori; il divieto di pubblicità sessiste o dal contenuto violento, pena la rimozione del cartellone pubblicitario; l’installazione di telecamere in prossimità dei passaggi a livello, in modo tale da regolamentare il transito e rilevare automaticamente le infrazioni. 

[“sta-anchor”>

La riforma del Codice della Strada contenuta nella legge 156/2021 approvata dal Senato il 4 novembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre ha comportato l’entrata in vigore del Codice della Strada 2021 il 10 novembre 2021. Sono state previste modifiche ed aggiornamenti a 40 articoli che valgono per buona parte di utenti della strada compresi i conducenti di monopattini. 

Cose da sapere

Quali sono le principali novità del Codice della Strada 2021?

Le principali novità del Codice della Strada per il 2021 riguardano i pedoni, che vengono maggiormente tutelati nella fase di attraversamento sulle strisce, l’introduzione del divieto di utilizzo di qualsiasi dispositivo elettronico alla guida, la regolamentazione dell’utilizzo dei monopattini e nuove norme sui parcheggi per i disabili e le auto elettriche.

Cosa prevede il nuovo Codice della Strada sull’attraversamento dei pedoni?

Nel nuovo Codice della Strada è stato disposto che in prossimità delle strisce pedonali gli automobilisti dovranno dare la precedenza non solo ai pedoni che stiano attraversando, ma anche a quelli che risultino in procinto di farlo. 

Cosa prevedono le nuove regole sull’uso del cellulare alla guida?

Il nuovo Codice della Strada ha esteso il divieto di utilizzo non solo agli smartphone, ma anche a computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante.  

Cosa prevede il Codice della Strada sull’utilizzo dei monopattini?

Sarà obbligatorio l’utilizzo delle frecce e l’assicurazione per i monopattini a noleggio, e la velocità massima prevista per questi mezzi scenderà da 25 a 20 km/h. Non è stato invece previsto l’obbligo di utilizzo del casco. 

Quali sono le nuove sanzioni previste per chi parcheggia su posti riservati ai disabili?

Le sanzioni per chi occupa i posti dei disabili senza averne diritto sono state inasprite e vanno da 168 a 672 euro, mentre i punti decurtati saranno 6.

Come guidare sulla neve in tutta sicurezza

I migliori trucchi per guidare sulla neve in tutta sicurezza 3

Con l’arrivo della stagione invernale può capitare spesso di trovarsi a fare i conti con l’asfalto innevato. Sapere come guidare sulla neve in sicurezza è fondamentale per affrontare situazioni critiche senza alcuna difficoltà. 

INDICE
 Guidare sulla neve
 Come guidare sulla neve: l’obbligo di catene
 Guida sulla neve senza catene
 Come guidare sulla neve con gli pneumatici invernali
 Come guidare sulla neve in discesa
 Come guidare sulla neve con il cambio automatico

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto con scarsa di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Guidare dolcemente: evitare movimenti bruschi sul volante sarà fondamentale per mantenere il controllo della vettura. Girare lo sterzo dolcemente, così come utilizzare con delicatezza il pedale del gas, sarà utile per guidare sulla neve in tutta sicurezza. 

Adottare catene da neve o pneumatici invernali: dal 15 novembre entra in vigore l’obbligo di avere a disposizione in auto le catene da neve. Queste devono essere applicate in caso di asfalto innevato per aumentare la presa a terra degli pneumatici e guidare così in tutta sicurezza. 

Anticipare i movimenti dell’auto: in condizioni di asfalto innevato è sempre opportuno ridurre la velocità di percorrenza ed anticipare le manovre di frenata e sterzata rispetto a quello che si farebbe in condizioni di asfalto asciutto. 

Usare il freno motore: una buona pratica per ridurre la velocità dell’auto in condizioni di neve è quella di frenare usando il freno motore. Scalare di marcia dolcemente e non toccare i freni consentirà una maggiore direzionalità dell’auto. 

Aumentare la distanza di sicurezza: date le condizioni di scarsa aderenza sarà sempre fondamentale ricordarsi di tenere una distanza di sicurezza dalle vetture che precedono per evitare di tamponarle in caso di frenata improvvisa.

Nel nostro Paese dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. È bene ricordare che violare l’obbligo di catene comporta sanzioni importanti. Se si è fermati dalle forze dell’ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro.

n alternativa alle catene da neve è possibile guidare anche sfruttando le gomme termiche. Queste garantiscono una buona presa sull’asfalto grazie alla particolare composizione del battistrada dotato di lamelle che, flettendosi e toccandosi tra loro durante il rotolamento sul manto stradale, producono calore aumentando di conseguenza l’aderenza.

Anche nel caso in cui non si adottino le catene da neve ma si decida di utilizzare gli pneumatici invernali valgono gli stessi consigli forniti in precedenza. Sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

L’utilizzo del freno motore è una prerogativa delle auto dotate di cambio manuale, ma se si possiede una vettura dotata di cambio automatico come si guida sulla neve? Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Cose da sapere

Quali accorgimenti adottare per guidare sulla neve in sicurezza?

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto povero di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Cosa prevede l’obbligo di catene da neve?

Dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. 

Come si guida sulla neve con gli pneumatici invernali?

Anche nel caso in cui si decida di utilizzare gli pneumatici invernali sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla. 

Come si guida sulla neve in discesa?

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

Come si guida sulla neve con un’auto con cambio automatico?

Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Obbligo catene da neve: tutto quello che devi sapere

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Arriva la stagione invernale e per gli automobilisti questo significa non solo essere alle prese con condizioni meteo spesso imprevedibili, ma anche con l’obbligo di avere a bordo catene da neve. Scopriamo tutti i dettagli. 

INDICE
Obbligo catene a bordo: quando scatta?
Obbligo catene da neve: su quali strade si applica
Obbligo catene autostrada
Obbligo di pneumatici invernali sulle autostrada
Multa per violazione dell’obbligo di catene a bordo
Gomme invernali o catene: le differenze e come scegliere

A partire dal 15 ottobre su alcune determinate tipologie di strade vige l’obbligo di catene a bordo. Il nostro Codice della Strada concede però un mese di tempo, dal 15 ottobre al 15 novembre, per consentire agli automobilisti di dotarsi di questo strumento, o degli pneumatici invernali da utilizzare ove richiesto. Allo scoccare del 15 aprile dell’anno successivo, l’obbligo di catene da neve a bordo cessa, mentre per quanto riguarda gli pneumatici, sarà obbligatorio adottare quelli estivi. 

L’obbligo catene da neve non è valido su tutte le strade ed autostrade del nostro territorio, ma solo su quei tratti stradali ove sia presente un cartello con una ruota catenata. In questo caso, disciplinato dall’articolo 6 del Codice della Strada, l’automobilista dovrà obbligatoriamente avere a bordo catene da neve o aver dotato la propria vettura di pneumatici invernali. È sempre opportuno controllare online se sul tratto di strada che si dovrà percorrere sarà in vigore o meno questo obbligo. 

Come anticipato in precedenza, l’obbligo catene a bordo è valido anche per le tratte autostradali. Nello specifico, a partire dal 15 novembre di ogni anno, sui tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose sarà obbligatorio avere a disposizione le catene da neve da montare al momento opportuno o aver già installato le gomme invernali. Anche in questo caso sul tratto autostradale oggetto dell’obbligo catene da neve sarà presente l’apposita segnaletica presente anche nelle stazioni di ingresso.  

Abbiamo parlato di obbligo di catene da neve a bordo o di pneumatici invernali perché il nostro Codice della Strada equipara entrambe le soluzioni. Gli pneumatici invernali si rivelano, però, più pratici rispetto alle catene perché anche su fondo innevato consentono di guidare con grande sicurezza, mentre le catene dovranno essere montate sul momento con notevole perdita di tempo per il completamento dell’operazione.  

Qualora non si rispetti l’obbligo di catene da neve a bordo si rischiano sanzioni pesanti previste dagli articoli 7 e 14 del Codice della Strada. Nello specifico, se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro. 

La differenza tra gomme invernali e catene da neve è presto detta. Le prime vengono installate nel periodo invernale, entro il 15 novembre, e consentono di avere una ottima aderenza in ogni condizione grazie alla particolare lavorazione e composizione del battistrada, mentre le seconde devono essere installate solo qualora si debbano affrontare tratti innevati o ghiacciati. Ovviamente per scegliere il tipo di pneumatici invernali o di catene da neve si dovrà prestare attenzione a numerosi fattori quali, ad esempio, le dimensioni dei cerchi. Inoltre è sempre bene ricordare che le catene da neve dovranno essere montate solo ed esclusivamente sulle ruote motrici per garantire la massima aderenza alla vettura su fondi con scarso grip. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

 

Cose da sapere

Quando scatta l’obbligo di avere le catene da neve a bordo?

Allo scoccare del 15 novembre di ogni anno, e sino al 15 di aprile dell’anno successivo, vige il periodo di obbligo di catene da neve da avere a bordo del proprio veicolo quando si transita su determinate tipologie di strade.

Quali sono le strade interessate dall’obbligo di catene da neve?

Sui tratti di strada e autostrada preceduti da un cartello con ruota catenata sia obbligatorio usare gli pneumatici invernali, oppure avere a bordo sistemi antisdrucciolevoli adatti alle ruote del veicolo.

È obbligatorio avere le catene da neve in autostrada?

Dal 15 novembre, nei tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose, vi è l’obbligo di montare pneumatici da neve o avere le catene a bordo sulla scorta delle ordinanze che possono essere emesse da Autostrade per l’Italia o dagli Enti proprietari delle strade. L’obbligo delle catene da neve in autostrada è portato a conoscenza degli automobilisti tramite i segnali stradali collocati lungo i tratti autostradali e le stazioni di ingresso.

Quali sanzioni sono previste per chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo?

Se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo, la sanzione varia dai 41 ai 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione da un minimo di 84 Euro sino ad un massimo di 335 Euro.

Divieto di sorpasso: tutte le regole da conoscere e rispettare

Divieto di sorpasso: ecco quali regole rispettare

Rispettare le regole stabilite dal nostro Codice della Strada significa non solo essere certi di guidare in modo sicuro, ma anche prevenire la possibilità di vedersi notificate multe salate. Tra le varie disposizioni del Codice quella del divieto di sorpasso è una delle più importanti da seguire.  

INDICE
 Il divieto di sorpasso nel Codice della strada
Quando è vietato il sorpasso?
Il sorpasso è vietato di notte?
Si può sorpassare in curva?
Sorpasso in prossimità di un dosso
Cosa indica il segnale di divieto di sorpasso
Multa sorpasso linea continua

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada e viene definito come la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla corsia o sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione. Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Lo stesso art. 148 CdS, poi, disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Sfatiamo un mito. Non esiste un orario in cui sia consentito o meno effettuare un sorpasso, ma tutto dipende dalle condizioni di visibilità della strada. Se queste sono ottimali allora il sorpasso sarà consentito anche di notte purché la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

In questo caso è bene fare chiarezza. L’art 148 CdS comma 10 disciplina il divieto di sorpasso in curva, ma consente questa manovra soltanto nel caso in cui la strada è a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Identica disciplina vale per il sorpasso in prossimità di un dosso. Anche in questo caso vide il divieto di sorpasso tranne nell’ipotesi in cui la strada sia a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Riconoscere il segnale di divieto di sorpasso è semplice. Questo è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Cose da sapere

Cosa prevede il Codice della Strada in merito al sorpasso?

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada. Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Lo stesso art. 148 CdS disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

Quando vige il decreto di sorpasso?

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Cosa indica il segnale di decreto di sorpasso?

Il segnale di divieto di sorpasso è semplice è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Quali sono le sanzioni per chi infrange il divieto di sorpasso?

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Tutor autostrada: come funziona, dove sono e cosa fare in caso di multa

tutor-autostrada

Rispettare i limiti di velocità è da sempre una delle regole fondamentali da seguire per viaggiare in sicurezza. Il nostro Codice della Strada impone dei limiti rigorosi e su alcune tratte autostradali sono attivi i Tutor, dispositivi che rilevano la velocità media. Scopriamo come funzionano.

INDICE
Come funziona il tutor autostrada
 Tutor attivi in autostrada
 Mappa tutor autostradale
 Multa tutor autostrada: cosa fare

A differenza del classico autovelox, che rileva la velocità al momento del passaggio davanti la fotocamera, il sistema tutor rileva la velocità media su un determinato tratto autostradale.

Il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo e attiva le telecamere che scattano la fotografia, registrando data e ora di passaggio e la stessa operazione viene effettuata dal sensore del portale successivo.  Un sistema centrale effettua gli abbinamenti tra i dati registrati dalle telecamere dei due portali, calcolando i tempi di percorrenza di ciascun veicolo.

In caso di superamento dei limiti di velocità il sistema interroga in automatico gli archivi della Motorizzazione e gli archivi degli autonoleggi per risalire rispettivamente all’intestatario e al conducente del veicolo. Le violazioni sono poi accertate dalla Polizia Stradale e il sistema provvede alla compilazione e alla stampa del verbale, inoltrando in via informatica i dati per la procedura di notifica al trasgressore.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Come detto, i tutor sono posizionati esclusivamente sulle tratte autostradali, ma non sono attivi 24 ore su 24. La loro presenza funge da deterrente nei confronti di chi ha il piede pesante ed è poco propenso al rispetto dei limiti di velocità imposti. I tutor autostrada funzionano con ogni condizione atmosferica o di visibilità e la loro presenza deve essere segnalata da appositi cartelli e segnalazioni elettroniche posti a un minimo di 250 metri fino a un massimo di 4 chilometri dai portali.

Una delle domande che si pongono spesso gli automobilisti è: “Dove sono i tutor autostrada attivi?”. Per avere conoscenza della presenza di questi dispositivi si può consultare il sito di Autostrade per l’Italia o della Polizia di Stato dove è presente l’elenco dei tutor aggiornato con tanto di indicazione di inizio e fine tratta.

Nel caso venga notificata una multa per superamento dei limiti di velocità si potrà proporre ricorso presso l’ufficio del Giudice di Pace territorialmente competente. È fondamentale, però, valutare se ci siano i motivi di diritto per agire in via legale.

Si potrà contestare, ad esempio, la tardività della notifica. l’errata lettura del veicolo oppure la mancata segnalazione preventiva. È bene ricordare che, dal momento della notifica della multa, si avranno trenta giorni di tempo per procedere alla proposizione del ricorso presso il Giudice di Pace. Trascorso questo termine, non sarà più possibile.

Cose da sapere

Come funzionano i tutor in autostrada?

Il sistema tutor rileva la velocità media su un determinato tratto autostradale. Il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo e attiva le telecamere che scattano la fotografia, registrando data e ora di passaggio e la stessa operazione viene effettuata dal sensore del portale successivo. Un sistema centrale effettua gli abbinamenti tra i dati registrati dalle telecamere dei due portali, calcolando i tempi di percorrenza di ciascun veicolo.

I tutor in autostrada sono sempre attivi?

I tutor sono posizionati esclusivamente sulle tratte autostradali, ma non sono attivi 24 ore su 24. La loro presenza funge da deterrente nei confronti di chi ha il piede pesante ed è poco propenso al rispetto dei limiti di velocità imposti.

Dove si trova la mappa dei tutor in autostrada?

Per avere conoscenza della presenza di questi dispositivi si può consultare il sito di Autostrade per l’Italia o della Polizia di Stato dove è presente l’elenco dei tutor aggiornato con tanto di indicazione di inizio e fine tratta.

Cosa fare se si riceve una multa con il tutor autostradale?

Nel caso venga notificata una multa per superamento dei limiti di velocità si potrà proporre ricorso presso l’ufficio del Giudice di Pace territorialmente competente.  Si potrà contestare  la tardività della notifica, l’errata lettura del veicolo oppure la mancata segnalazione preventiva. Dal momento della notifica della multa, si avranno trenta giorni di tempo per procedere alla proposizione del ricorso presso il Giudice di Pace.

Si può guidare scalzi? Ecco cosa dice il Codice della Strada

Guidare scalzi

Con l’arrivo dell’estate cresce la voglia di libertà, anche quando si è alla guida. Spesso ci si chiede se sia possibile guidare scalzi, e la confusione in materia è molta. Vediamo cosa prevede il nostro Codice della Strada.

INDICE
Si può guidare scalzi?
Si può guidare con le ciabatte?
Si può guidare con le infradito?
Guidare scalzi: il Codice della Strada
È legale guidare a piedi scalzi?
Scarpe per guidare: quali preferire

Dopo una giornata trascorsa al mare o in piscina, il desiderio di non indossare le scarpe e guidare a piedi scalzi è forte e dal 1993, a seguito dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, non è più vietato dalla legge. Ovviamente, però, bisogna essere consapevoli dei rischi che si corrono guidando scalzi dato che l’aderenza ed il comfort sui pedali dato da una calzatura chiusa non sarà mai paragonabile.

Se non si vuole guidare scalzi ma si preferisse indossare delle ciabatte è bene sottolineare come nessun divieto vige in merito ma, ovviamente, si dovrà prestare particolare attenzione alla guida per evitare che il piede fuoriesca dalla calzatura creando così una situazione di potenziale pericolo al volante.

sta_anchor id=”infradito” unsan=”Si può guidare con le infradito?”]Si può guidare con le infradito?[/sta_anchor]

Stesso discorso vale per le infradito, ma in questo caso l’attenzione deve essere raddoppiata data la particolare conformazione di questa calzatura che può comportare la perdita di aderenza del piede sul pedale.
GUARDA I NOSTRI VIDEO 

Come abbiamo anticipato in precedenza, il divieto di guidare scalzi era in vigore fino al 1993, anno in cui si è assistito all’introduzione del nuovo Codice della Strada che lo ha revocato. L’articolo 141 non dispone più nulla a riguardo, ma il legislatore ha indicato genericamente i comportamenti che l’automobilista deve tenere alla guida senza obbligarlo ad indossare un particolare tipologia di scarpe.

L’articolo 141 comma 2 dispone testualmente: “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”. Pertanto è legale guidare a piedi scalzi, ma in caso di incidente potrebbero sorgere controversie con la compagnia assicuratrice perché quest’ultima potrebbe appigliarsi a questo particolare per scaricare l’intera responsabilità del sinistro su un conducente non in grado di controllare il mezzo proprio per l’assenza di calzature.

Ovviamente con l’arrivo del caldo tutti vorremmo guidare con ciabatte, o infradito o addirittura a piedi scalzi, ma è sempre preferibile indossare delle scarpe chiuse, come sneakers, scarpe sportive o mocassini, che impediscano al piede la fuoriuscita accidentale dalla calzatura così da avere sempre il totale controllo del veicolo in ogni situazione.

Cose da sapere

Si può guidare scalzi?

Dal 1993, a seguito dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, guidare scalzi non è più vietato dalla legge. Ovviamente, però, bisogna essere consapevoli dei rischi che si corrono guidando scalzi dato che l’aderenza ed il comfort sui pedali dato da una calzatura chiusa non sarà mai paragonabile.

Cosa dispone il Codice della Strada sulla guida senza scarpe?

Il divieto di guidare scalzi era in vigore fino al 1993, anno in cui si è assistito all’introduzione del nuovo Codice della Strada che lo ha revocato. L’articolo 141 non dispone più nulla a riguardo, ma il legislatore ha indicato genericamente i comportamenti che l’automobilista deve tenere alla guida senza obbligarlo ad indossare un particolare tipologia di scarpe.

Quali sono le scarpe migliori per guidare?

È sempre preferibile indossare delle scarpe chiuse, come sneakers, scarpe sportive o mocassini, che impediscano al piede la fuoriuscita accidentale dalla calzatura così da avere sempre il totale controllo del veicolo in ogni situazione.